AURORE BOREALI E ALTRI ANIMALI

Chi vorrà conoscere Fabrizio Carbone, che domenica 8 presenterà il mio libro “Diario Umbro” all’Associazione degli Umbri a Roma (Via Aldrovandi,16 – ore 17), come artista, è invitato a visitare la mostra di olii su tela e acquerelli su carta sul tema delle aurore boreali, presso la Sala Margana (Piazza Margana) dal 7 al 15 febbraio.
Dipingere l’aurora boreale è una sfida. Il fenomeno, provocato dalle esplosioni solari, è dovuto a particelle ionizzanti che, illuminate entrando in atmosfera, formano fasci di luce danzante nel buio. Le aurore boreali, revontulet in finlandese, northern lights in inglese, possono essere viste solo di notte e solo se il cielo è sereno, quindi stellato.
Fabrizio Carbone ha la fortuna di poterle vedere nel giardino della sua casa nel nord della Finlandia.Ma per dipingerle deve farlo in studio, con la luce accesa. Le aurore diventano così un sogno, l’interpretazione, su tela e su carta, di un’emozione e di un ricordo.
In questa mostra Carbone espone soprattutto aurore boreali, su tela e su carta, ma anche immagini del mondo naturale che circondano la sua casa: alci, orsi, galli cedroni e galli forcelli, grandi gufi grigi, cince e scoiattoli.
“Cerco di immaginare cosa potessero pensare i cacciatori neolitici vissuti 10 mila anni fa di fronte alle luci delle code di volpe, della revontulet, dell’aurora boreale come la chiamiamo oggi noi, abitatori scellerati dell’areale paleoartico. Oggi sappiamo tutto di queste luci ma non ce ne interessiamo. Ormai solo orsi, lupi, linci, ghiottoni, alci, aquile e gufi si fermano nel chiarore di una notte stellata e alzano la testa aspettando che accada qualcosa; che il cielo si muova, danzi, costruisca spazi che non appartengono più alla memoria della specie Homo sapiens, distratta dal suo egocentrismo assoluto. Resto fuori casa a guardare il cielo e aspetto l’aurora boreale; spero che nasca, appaia, scomponga il cielo e voli portata dal vento solare.
Fermo le immagini nel cuore come forse potrebbero fare solo l’orso e il lupo. E ogni volta sogno il momento in cui si accende la luce, lontana, al limite della nostra atmosfera, più vicina di noi alle stelle dell’universo. Poi tento di riprodurre tutto quello che vedo sulla tela e sulla carta, con il pennello della memoria e i colori della notte”.

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