LA SCIENZA SCOMPARSA DAI QUOTIDIANI

Oggi è una data importante, un anniversario. Nel 1875 usciva per la prima volta “Il Corriere della Sera”, un giornale importante a cui tutti noi teniamo e che sta attraversando cambiamenti preoccupanti. Da tempo sembra aver perso quella formula rigorosa, sia nella selezione delle notizie che nella loro presentazione, che lo rendeva un punto di riferimento nella stampa italiana.Non solo si è “settimanalizzato” come tutti gli altri ma il gossip ha iniziato a conquistare sempre più spazio. Per chi segue i temi scientifici, poi, la chiusura della pagina settimanale di Scienze è stata un’altra brutta notizia accompagnata dall’assorbimento e conseguente ridimensionamento nelle pagine del quotidiano del “Corriere Salute”, un inserto al quale ho anche seppure occasionalmente collaborato. Andando in Via Solferino da collaboratore e poi da capo ufficio stampa di Greenpeace ho sempre respirato un’enorme professionalità. I possibili cambiamenti di cui si mormora in questi giorni che potrebbero ancora una volta alterare la fisionomia della testata fanno anche riflettere.
I lettori diminuiscono, forse la strada da percorrere è ritornare al rigore originario, inserire più “hard news” invece di “soft news” di cui è piena la concorrenza e la televisione.
Per inciso se la passa male, per altre ragioni, un’altra testata storica, “L’Unità”. Anche questa, con la nuova formula, ha perso la pagina scientifica che è stata per lunghi anni quotidiana (unico caso nella stampa italiana) e poi ultimamente settimanale.
La scienza è ormai scomparsa da tutti i quotidiani italiani, fatta eccezione per l’inserto “Tuttoscienze” de La Stampa. Un’assenza sconvolgente e insensata!

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